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Le cappellanie



Le cappelle e i cappellani.

Cinque Cappelle erano abitualmente servite da un sacerdote , con residenza in loco. Erano le Cappelle ubicate in località periferiche e importanti per il numero dei residenti. Questi gli obblighi del Cappellano: celebrare la S.Messa quotidiana, fare il catechismo ogni domenica e festa, insegnare a leggere e scrivere ai fanciulli, ascoltare le Confessioni, portare il S.Viatico agli ammalati,amministrare il Sacramento dell'Estrema Unzione , intervenire alle funzioni parrocchiali nelle solennità , recarsi ad udire le Confessioni nella chiesa parrochiale nei giorni più solenni. La cronica insufficienza dei redditi veniva integrata dalle sovvenzioni del Comune e dagli aiuti in natura dei particolari, i quali circondavano il loro sacerdote di rispetto e di venerazione. La manutenzione della Cappella ridondava a carico dei fedeli del posto, i quali provvedevano , sollecitati talvolta dall'autorità religiosa che in ogni visita pastorale non tralasciava di controllare  i libri contabili e lo stato degli arredi e la solidità e la salubrità dell'edificio e la sua sicurezza, non disdegnado di prescrivere , a scoraggiare i ladri, la collocazione  di solide inferriate alle finestre. Tutte le Cappelle festeggiavano con particolare solennità il giorno del Titolare, con la messa in onore del Santo o del Mistero celebrato  e per graziosa cocessione dell'arcivescovo , impetrata con alacre emulazione, quasi tutte le Cappelle ottennero che nel giorno sacro al Titolare la Messa fosse seguita dall'esposizione del S.Sacramento e dalla Benedizione Eucaristica. Quasi a disobbligarsi di sì generosa concessione , il cappellano pagava al parroco un obolo di lire 3,50 ogni anno nel giorno della festa.


LEITISETTO (coordinate GPS 45.324430 - 7.466648)
Se ne ignora l'origine. Di dimensioni limitate, la Cappella venne poi ampliata per rispondere ai bisogni della popolazione della Borgata, fornita di sacrestia e provvista di redditi dal Prevosto Revelli. Dista dalla parrocchia più cinque chilometri e quando fu costruita si raggiungeva per vie disastrose e quasi  impraticabili nella cattiva stagione. Questa Cappella è dedicata a S.BARNABA. La pietà e la cura affettuosa per la casa di Dio contraddistinse sempre gli abitanti di questa più alta e lontana frazione del sì da meritare la giusta approvazione del pur burbero e severo Mons di Luserna :"omnia decentia omnino sunt"( Visita settembre 1769). Penuria di clero non consentì più all'Arcivescovo di Torino di inviare, dopo la prima guerra mondiale, un sacerdote residente  in loco; gli anziani serbano vivo e benedetto il ricordo di Maria Griglione, la quale, per il suo zelo religioso, per l'amore e il decoro della casa di Dio, per più anni sostituì efficaciamente il Ministro di Dio. Attualmente si arriva tramite la strada carrozzabile, ma gli abitanti son pressochè tutti emigrati.

Cappellani:

1750 - Don Gian Domenico Faverio, anni 35, secondo i testi ecclesiastici era ben morigerato. Muore nel 1775

1768 - Don Giovanni Coletti, anni 36.

1784 - Don Giovan Domenico Vietti  anni 33, sacerdote dal 1775.

1825 - Don Marco Giovanni Casassa, anni 30.

1843 - Don Giovan Battista Bruna, anni 27, di Monastero.


SACCONA (coordinate GPS 45.318583 - 7.473172)

Dedicata alla SS.Trinità, dista dalla parrocchia cinque chilometri, in luoghi alpestri e montuosi. Gli abitanti sono 351 (relazione dell'economo Massa nel 1868). Don Michele Calza, nativo del luogo e Priore di Trana,con disposizione testamentaria redatta nell'anno 1777 concorre personalmente con 130 lire annue al sostentamento del Cappellano.

Cappellani:

1750 - Don Michele Perrucca, anni 60

1768 - Don Matteo Perrucca, anni 30, presente dal 1784, muore nel 1821 ad 80 anni

1825 - Don Gio Batta Coletti, anni 50

1843 - Don Nicolao Banche di 33 anni, ordinato sacerdote nel 1836

1894 - Don Antonio Vietti Michellina di 90 anni, vi abitava col suo nipote


VIETTI (coordinate GPS 45.312072 - 7.478923)

Dedicata alla SS. Annunziata ,è distante circa cinque chilometri dal centro ed è raggiungibile nell' '800 per vie dissestate e difficili. Sono circa 400 gli abitanti ad inizio del '900. Nell'anno 1769 (visita pastorale di Luserna di Rorà) la Cappella è amministrata da due priori: Domenico e Bernardo Vietti , " duo senes fidei et morum". Gli abitanti dela frazione di Vietti, in una supplica a Monsignor Fransoni, adducendo la lontananza dalla parrocchia, "...motivo per cui non possono quasi mai venire alla parrocchia a prendere la Benedizione del SS.Sacramento, chiedono all'Arcivescovo la facoltà, per il loro Cappellano, di fare quattro novene all'anno ,e cioè: Tutti i Santi, Immacolata Concezione, SS.Natale, Annunciazione di Maria Vergine...". L'arcivescovo concesse l'autorizzazione "benigne annuit".

Cappelalni:

1750 - Don Gian Giacomo Savant, di 68 anni, definito "ben morigerato" dai registri ecclesiastici. Muore nel 1766

1768 - Don Savant Giacomo, di 40 anni

1784 - Don Bernardo Vietti, muore nel 1801

1825 - Don Michele Fornengo, di 35 anni, muore nel 1838

1843 - Don Giacomo Savant Motton, di 27 anni


SAN GRATO (coordinate GPS 45.308013 - 7.479835)
Posta sul vertice di un monte ripido e scosceso, è antichissima. Gli abitanti sono 350 secondo la relazione Massa del 1868. Provvista di sacrestia, per la scarsità dei suoi redditi, la presenza del Cappellano è eccezione. A San Grato venne ricevuto, con straordinaria solennità con intervento di tutte le Autorità delle Confraternite in divisa e di fedeli in massa l'Arcivescovo Giulio Cesare Bergera proveniente da Corio nelle Visita pastorale del 22 settembe 1653, il Parroco era Don Giovanni Antonio Salvino.

CAPPELLANI:

1825 - Don Antonio Vinardi di anni 65.


SAVANT
Dedicata ai SS. Apostoli Pietro e Paolo .Di antichissima origine, diventerà poi la Parrocchia della frazione San Pietro.


Testo tratto da "Notizie storiche concernenti la Parrocchia di San Nicolao - Coassolo Torinese - desunte dagli Archivi (di stato e Arcivescovile)" da don Celestino Berta sacerdote coassolese