Città di Coassolo!

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Il Comune
SanMichele - La facciataALTITUDINE DEL TERRITORIO Minima 550 s.l.m. Massima 2250 s.l.m.

SUPERFICIE TOTALE
2800 Ha
ABITANTI al 31/12/2008
1533
DISTANZA DA TORINO
30 km circa

UFFICI COMUNALI
Via Capoluogo, 198 - C.A.P. 10070
Tel. +39 0123.45401
Fax +39 0123.45617
Info: info@comune.coassolo.to.it

Il territorio Comunale è dominato dalle cime della Vaccarezza (metri 2250) e Angiolino con un panorama che, nelle giornate serene, spazia dalle Alpi Marittime alle Alpi Cozie con il Monviso, dal Gruppo del Gran Paradiso, con in lontananza le vette della Val d'Aosta, fino al Gruppo del Rosa.
Stupenda la vista sulla pianura, sulla Comune di Torino e sul Canavese.
I pendii dei rilievi montani sono caratterizzati da numerosi alpeggi e malghe, circondati da rinomati pascoli e una fitta rete di inediti itinerari con scorci panoramici inconsueti.
L'offerta culturale del paese propone inoltre storici affreschi in chiese e cappelle della fine del secolo XV.
Cenni Storici:
L'origine del toponimo Coassolo è per molti legato alla leggenda secondo la quale, durante l'epidemia di peste nera del 1300, era sopravvissuto un solo abitante che urlava la sua disperazione: "Sö qua söl" ("Sono rimasto il solo"); altri ritengono che il nome è legato al caratteristico campanile solitario che domina l'altura sopra la chiesa parrocchiale. Storicamente, in base a scritti conservati negli Archivi di Stato e della Curia Vescovile, è attendibile l'origine romana del nome: deriverebbe da "Coactus " (non libero, prigioniero), legato al fatto che la nostra zona, come altre località montane piemontesi, erano utilizzate come luoghi di detenzione e/o esilio per i prigionieri comuni e di guerra.
Coassolo Torinese ha vissuto la sua storia sempre legata alla vicende di Lanzo fin dal lontano 1159, quando Federico Barbarossa era padrone di gran parte delle vallate alpine del Piemonte.
Sotto i Savoia, nel 1354 compare l'indicazione "Coatiolium " e dal 1557 al 1615 il borgo Coatiolium è posto sotto il feudo del Marchese d'Este. Nel 1615 Coassolo ha un proprio Castellano, fino al 1792, quando Vittorio Amedeo II lo pone sotto il feudo dei conti Milanesio. Seguono altre varie dominazioni, fra cui quella francese, fino all'avvento del regno Sardo-Piemontese.
Nel 1863 Coassolo assunse il predicato di "Torinese". Molto più recente l'attribuzione dello stemma comunale e del gonfalone.


SanMichele - La facciataLa Torre Campanaria, costruita nel secolo XVIII, è posta in una caratteristica e panoramica posizione isolata su un promontorio a fianco della chiesa parrocchiale.









SanMichele - La facciataLa Chiesa Parrocchiale S. Nicolao sorge dove originariamente vi era una chiesa più piccola risalente alla metà del 1500.
La facciata (monumento nazionale), ultimata nel 1750, è opera dell'architetto C. M. Castelli che riuscì a fondere insieme gli stili del Guarini e dello Juvarra.
Nell'interno, a tre navate, da notare l'organo in tipico stile ottocentesco, l'altare maggiore sovrastato dalla statua lignea di S. Nicolao, la ricostruzione della grotta di Lourdes (ex voto dei reduci della guerra '15 - '18) e, di grande valore artistico, un dipinto che sopvrasta l'altare di S. Giuseppe opera del Defendente Ferrari.


SanMichele - La facciataIl Campanile e la chiesa di S. Pietro in una cartolina d'epoca. L'edificio fu edificato probabilmente nel 1780 e consacrato a S. Pietro e Paolo nel 1880












SanMichele - La facciataCappella dedicata alla Beata Vergine delle Grazie in borgata Grata. I primi documenti che la citano risalgono al 1594, ristrutturata più volte nel corso dei secoli, è sempre stata un sito importante della devozione popolare. Architettonicamente è caratterizzata dalla forma rotonda.





SanMichele - La facciataAffreschi, probabilmente della fine del 1400, venuti alla luce durante i restauri all'interno della cappella di S. Sebastiano Martire (frazione Molaro).









SanMichele - La facciataPilone votivo. Esempi della devozione popolare sono presenti in gran numero sul territorio comunale. Posizionati nei crocicchi dei sentieri rappresentavano (secondo le leggende) una protezione contro il diavolo o le "masche" (streghe). Il più antico, purtroppo in rovina, è sicuramente nella frazione di S. Pietro presso il mulino "Turcin". Posto in un punto molto panoramico è invece il "Pilone dal Merlu", vicino alla vetta della Vaccarezza, questo pilone è anche un punto trigonometrico.








SanMichele - La facciataPanorama, con in primo piano il campanile della chiesa di S. Pietro, sullo sfondo le atre frazioni del comune e in lontananza le valli d'Ala e Viù.






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