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- Non abbandonare rifiuti - Non accendere fuochi nei boschi - Non arrecare danno alla flora e alla fauna - Partire sempre equipaggiati per l'escursione che si intende compiere - Non abbandonare i sentieri tracciati - Non circolare con veicoli a motore su strade sterrate, sentieri o dove è espressamente vietato da appositi cartelli (v. Ordinanza 150a) |
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Numerose strade asfaltate, mulattiere e sentieri attraversano il territorio di Coassolo. Percorrendo queste vie si può ammirare una natura rigogliosa e in gran parte incontaminata; allo stesso tempo si possono incontrare e ammirare opere della civiltà contadina - montanara: opere murarie, attrezzi e lavorazioni che vanno scomparendo. Quelle che seguono vogliono solamente essere alcune indicazioni per una prima scoperta delle meraviglie di Coassolo. |
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PONTE CASASSA – COASSOLO S. PIETRO Dalla piazza Capoluogo, seguendo la strada Provinciale, arrivare a Castiglione. Giunti davanti alla cappella di S. Rocco, svoltare a destra e superare tutto l’abitato di Castiglione. Dopo circa 300 mt. si arriva davanti ad un pilone votivo (sulla sinistra di chi sta scendendo e prima dell’abitato denominato case Curdè), imboccare la strada asfaltata a sinistra con indicazione Airola. Quando si giunge al ponte nuovo sul torrente Tessuolo è possibile ammirare il vecchio ponte costruito in una unica arcata (alcuni storici lo ritengono di origine romana) e a fianco il primo pilone votivo costruito a Coassolo. Proseguendo lungo la strada asfaltata si superano gli abitati di Airola e Cochetto per arrivare alla strada Provinciale che porta a S. Pietro. La zona è uno stupendo punto panoramico su Torino, il Canavese e sui monti delle Valli di Lanzo. Un alternativa interessante per arrivare al ponte di Casassa è attraversare l’abitato di Castiglione seguendo la vecchia mulattiera. Questa si prende a fianco della cappella di S. Rocco seguendo il primo pezzo asfaltato (circa 200 metri) in discesa a lato della strada Provinciale e quindi proseguendo lungo la mulattiera che si congiungerà con la strada per Airola. |
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| Una volta arrivati al Cochetto e risaliti a S. Pietro si può ritornare a Coassolo attraverso la strada del: | |
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MULINO "TURCIN" E PONTE SULLA VECCHIA MULATTIERA Dalla piazza di S. Pietro scendere verso il cimitero. Imboccare la strada asfaltata e in pochi minuti, subito dopo il ponte sul Tessuolo, scendendo su un breve e ripido sentiero, si arriva alla costruzione che era il mulino detto di "Turcin". Ancora visibili la ruota ad acqua e le macine, vicino al mulino si trova un antico pilone votivo e il ponte in pietra sul torrente. Risalito il sentiero si riprende la strada verso la frazione Castiglione e quindi verso il Capoluogo. |
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| Se il viandante vuole continuare la passeggiata, anziché salire verso la piazza quando costeggia il campo sportivo, può svoltare a sinistra (destra scendendo dalla piazza) e seguendo la strada asfaltata che attraversa la provinciale scendere verso: | |
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CAPPELLA DELLA GRATA (MADONNA DELLE GRAZIE) Quando la stradina asfaltata compie una curva gomito girare a destra (attraversando un cortile privato), e seguire la mulattiera fino a giungere alla caratteristica cappella della "Grata", caratterizzata dalla sua forma rotonda. La mulattiera prosegue a fianco della cappella lungo un non agevole sentiero in discesa che porta al vecchio Mulino Barra (Mulin Barot) sulla sponda del Tesso. |
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| La sezione di Lanzo del C.A.I in collaborazione con il comune di Coassolo e le Associazioni locali ha recentemente riaperto il percorso seguente che porta ad uno stupendo punto panoramico | |
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SENTIERO DEL PILONE DEL MERLO Il tragitto è il vecchio sentiero che porta ad uno dei più grandi piloni votivi delle valli di Lanzo che è famoso per il suo panorama. La storia Il sentiero è inizialmente una vecchia mulattiera che collegava le due frazioni di Coassolo di Colle Olla inferiore e superiore, per poi trasformarsi in sterrato di collegamento con l’acquedotto comunale che però permette di apprezzare dei boschi di faggi veramente suggestivi, il pilone meta finale dell’itinerario presenta caratteristiche che si discostano da tutti i piloni votivi presenti in valle, non è indicato col nome di un santo o della Madonna, ma si potrebbe dire in maniera laica come “Pilone del merlo” o forse prima “Pilone delle frasche”. Anche le sue dimensioni sono anomale, mentre normalmente il lato della base dei piloni a sezione quadrata non supera in media i 0,70 metri e l’altezza i 2,50, il nostro pilone ha una base di 2 metri per 2 metri ed un’altezza di oltre 4 metri. La struttura e la posizione geografica confermerebbero la sua natura originaria di segnale trigonometrico. Su queste basi elevate e visibili tra loro (allora la zona era tutto pascolo) venivano posti gli strumenti per misurare l’altezza e la posizione geografica delle montagne per l’elaborazione delle carte topografiche. Secondo la memoria degli anziani del paese il pilone sarebbe stato costruito dalla famiglia Savant nel secolo XIX. Era molto frequentato da comitive di escursionisti cittadini e villeggianti fino agli anni '50 che arrivati a Lanzo con il treno giungevano sino al Pilone con sentieri che attraversavano Oviglia di lanzo e San Pietro di Coassolo. Itinerario
Lasciata l'auto nel
piazzale della Chiesetta di Borgata Vietti, dalla Bacheca risalire la
mulattiera che raggiunge Case Olla inferiore, proseguire a sinistra
costeggiando le case sino a raggiungere la carrareccia che conduce a Olla
superiore, risalire la strada asfaltata e dopo pochi metri proseguire
diritto su una strada sterrata, al primo bivio (cartelli indicatori) voltare
a destra, ora il tragitto si fa pianeggiante attraverso
Dal pianoro volendo, sotto le betulle vicino al Pilone il sentiero prosegue in direzione nord-ovest per un rado bosco di sorbi,betulle,maggio ciondoli fino a raggiungere una piccola pietraia, il percorso durante la primavera è ricco di ciclamini. Si risale la pietraia seguendo i numerosi ometti di pietra fino alla sua sommità dove è posizionato un evidente cartello indicatore, il sentiero prosegue verso l’alto seguendo la cresta su pascoli e radi boschi fino ad arrivare a Pian di Rossa (1308 mt.) notevole punto panoramico. Il ritorno si effettua seguendo a ritroso l’itinerario di salita, oppure all’ultimo bivio voltare a sinistra e discendere alla chiesa di San Grato per poi raggiungere Borgata Vietti su strada asfaltata, ma con tragitto di ritorno più breve. Volendo dal pian di Rossa si può proseguire su sentiero poco visibile (sconsigliabile in caso di nebbia) per cresta in direzione nord-ovest verso Rocca Rubat (1.442 mt.) poi Bric Castello (1.473 mt.) e Punta Prarosso (1.497 mt.) per poi scendere in direzione sud-ovest fino alla strada sterrata che conduce a Olla Superiore. |
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Panorama dal pilone
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Passeggiate più impegnative, dove è comunque necessario avere cartine particolareggiate e attrezzatura idonea sono: |
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TREKKING DELLA VAL TESSO o dei TRE RIFUGI (segnalato dal C.A.I. di Lanzo Torinese) Volutamente, nella descrizione dell'itinerario, non abbiamo posto nessuna suddivisione in tappe limitandoci a segnare i tempi di percorrenza tra un rifugio e l'altro; ciò per lasciare all'escursionista la piena libertà di scelta sul tempo da dedicare al trekking. Accesso- Raggiunta, salendo da Lanzo Torinese, la piazza di Chiaves si imbocca sulla destra la strada che porta a Fontana Sistina, ad un successivo bivio prendere a sinistra (indicazione per Cresto). Segue una strada in salita che diviene sterrata pochi metri prima del panoramico piazzale in terra battuta del Colle della Croce dove è possibile lasciare l'auto. Andata - Sulla destra del piazzale imboccare una carrareccia, cartelli indicatori in legno, che sale verso Case Colombero. Alla prima curva lasciare la stradina e proseguire diritto infilandosi tra le case che velocemente si superano (bolli bianco-rossi). Oltre passate alcune isolate costruzioni si perviene ad un evidente bivio: da lì abbandonare la traccia pianeggiante per prendere a destra, in salita. La marcia si sviluppa tra bei boschi di betulle oltrepassando un paio di pietraie, un vecchio alpeggio ed un piccolo ripetitore. Si avvista successivamente il pendio erboso di S. Giacomo ed in breve viene raggiunta la stradina sterrata che, pianeggiante, passa tra alcuni alpeggi e va a morire nei pressi della chiesetta di S. Giacomo (1 h 35 minuti-m 1414). Seguendo invece lo sterrato verso sinistra, in discesa, si raggiunge la Baita Sociale Alpe S. Giacomo (m 1400 circa, CAI Lanzo-1 h 45 minuti). Grosso alpeggio ristrutturato posto in panoramica posizione a circa 1400 metri di quota, sullo spartiacque Valle del Tesso-Val Grande di Lanzo, in località San Giacomo di Moia. La struttura, divisa in due alloggi, dispone di 20 posti letto, servizi autonomi con doccia, riscaldamento con pannelli solari. . La Baita Sociale viene affittata esclusivamente ai soci CAI (anche di altre Sezioni)per settimane autogestite, per informazioni rivolgersi alla Sezione di Lanzo Torinese. Risalendo la stradina si giunge in breve al Colle San Giacomo (m 1450-2 h) dove, piegando a sinistra si sale all'evidente Alpe S. Barbara (m 150). Superato l'alpeggio ed un successivo pilone votivo la marcia si fà praticamente pianeggiante e si raggiunge un'isolata costruzione; proseguendo diritto si arriva velocemente al piazzale che caratterizza il Passo della Forchetta (mt. 1666-2 h 30 minuti). Si segue in salita lo sterrato che proviene da Menulla e che costeggia alcuni alpeggi; la strada si fà poi per un buon tratto rettilinea e pianeggiante procedendo a mezzacosta lungo le erbose pendici del monte Giasvej: nel vallone sottostante si vede Vrù La strada riprende in seguito a salire e si affrontano alcuni tornanti che conducono all'Alpe di Monastero (m 1970). Di lì dopo aver superato una curva, si giunge in vista del Lago di Monastero (3 h e 30 minuti-mt. 1992). Tornare all'Alpe di Monastero per costeggiare il fabbricato dirigendo poi per un colletto erboso posto sulla cresta che scende da Punta Giasyei. Scendere seguendo frequenti bolli rossi costeggiando alcuni alpeggi per arrivare infine al Rifugio Salvin (mt. 1550, 2h 30 minuti). Il rifugio è situato nell'Alta Valle del Tesso a m 1580. E' raggiungibile con una strada sterrata che parte dalla frazione Mecca di Monastero di Lanzo, dista complessivamente 55 km da Torino. Cucina casalinga a base di prodotti naturali. Sistemazione in camerette da 2 a 4 persone. Vengono organizzate molteplici attività legate all'ambiente montano ed alle attività agricole. Attrezzato per soggirni estivi per ragazzi e per soggiorni didattici per scolaresche. Stanze N. 8 (posti letto N. 24). Dal Rifugio Salvin scendere al sottostante piazzale e di li andare a destra discendendo un breve pendio di terra ed arbusti. Rintracciata una stradina che passa pochi metri a monte degli alpeggi di Salvin seguirla verso sinistra. Superata una piccola cisterna si prosegue su sentiero e ad un successivo bivio andare a destra (bolli rossi); si affronta un tratto a mezzacosta per compiere poi una curva verso sinistra entrando così in una zona dove la vegetazione si fa più fitta. Si superano alcuni piccoli rii e con dei saliscendi si risale velocemente un valloncello fino ad uscirne dopo aver aggirato un costone. Dirigendo a sinistra si arriva agli alpeggi di Pertus (1 h circa dal Salvin), ricoperti ormai di rovi, la cui curiosità è la stalla ricavata da una "balma" (un enorme masso che forma un riparo naturale). Superate le vecchie costruzioni si prende a salire a sinistra, lungo un ripido costoncino, fino a giungere nei pressi di alcuni torrioni rocciosi; piegare poi a destra e con un tratto a mezza costa si arriva ad un piccolo alpeggio. Poco prima della vecchia costruzione salire a sinistra e dopo alcune risvolte dirige ancora a sinistra, verso una fenditura in cui scorre un rigagnolo. Salire poi a destra, su terreno molto ripido, rinvenendo una traccia di sentiero che va seguita verso destra. Superati agevolmente un paio di costoni si risale, appoggiando a sinistra, verso un'ampia insellatura toccando la cresta spartiacque Valle Tesso-Valle Orco (punto panoramico). Continuando verso destra si incomincia a seguire la lunga e comoda cresta che con alcuni saliscendi conduce in vetta al Monte Vaccarezza (mt. 2203, 2 h 30 minuti dal Salvin). Da qui il panorama, a 360 gradi, è veramente indimenticabile. Dalla vetta proseguire lungo la cresta per scendere ad un'insellatura, continuare nella stessa direzione e in circa 15 minuti, con una breve risalita, si raggiunge la Cima dell'Angiolino (m 2168). Ottimo panorama. Oltrepassata la cima scendere dirigendo leggermente verso destra e dopo aver superato una piccola pietraia si scende ad un pianoro dove si trova un vecchio recinto in pietra. Proseguire diritto lasciando a destra l'evidente cocuzzolo di erba e roccette quotato 2057 m, piegare poi verso destra passando tra alcuni affioramenti rocciosi e rintracciata una traccia scendere piegando decisamente a sinistra seguendo il sentiero a mezza costa si raggiunge agevolmente il Rifugio "Peretti Griva" che dispone di 18 posti letto gestito dall'associazione "la Ciuenda" di Cudine (attualmente distrutto da un incendio, ma è prevista la ricostruzione nella primavera 2003) Ritorno- Dal Rifugio andare a destra raggiungendo rapidamente le case del Pian Frigerola (mt.1800 20 minuti) posto in posizione panoramica . Oltrepassare le case e piegare a destra per imboccare una traccia che con alcuni saliscendi percorre il valloncello che scende dall'Angiolino e dalla Vaccarezza . Raggiunto un gruppo di alpeggi continuare per alcune decine di metri per poi svoltare a destra per seguire un'evidente traccia. Superati degli altri alpeggi raggiungere poi l'insellatura tra la Vaccarezza e l'Angiolino. Svoltare a sinistra per raggiungere rapidamente il grosso ometto del Monte Vaccarezza (1 h 45 minuti da Pian Frigerola). Da qui al Rifugio Salvin seguire a ritroso il percorso dell'andata (3 h 30 munuti da Pian Frigerola). Al Rifugio Salvin seguire la stradina che passa poco a monte della costruzione e che aggira un costone. Si arriva ad un bivio, nei pressi di alcuni alpeggi; seguire la traccia di destra che porta al centro del valloncello e che piega verso sinistra. Vengono superate alcune incisioni in cui scorrono piccoli rii fino ad arrivare dalla parte opposta del valloncello; si prosegue con alcuni valloncelli entrando in una zona boschiva più fitta, con una breve risalita si giunge poco a valle di un alpeggio dove si trova un bivio poco evidente (bollo rosso), prendere la traccia di sinistra, inizialmente poco evidente che poi si fa più ampia fino a diventare una stradina sterrata. Superati degli alpeggi si arriva ad una carrareccia più ampia (è la strada che sale da Chiaves) dove si deve prendere a destra, in salita, in breve si arriva al piazzale del Passo della Forchetta (m 1666 1 h dal Salvin). Da qui seguire a ritroso ill percorso dell'andata (25-30 minuti fino a S. Giacomo; 1 h 30 minuti circa fino al Passo della Croce). Tempo complessivo da Pian Friserola al Passo della Croce 5 h 30 minuti/6 h. |
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LEITISETTO (CIALMA – GERBIDI – VACCAREZZA) Dalla piazza Capoluogo seguire la strada verso la frazione Molaro e quindi verso Salvini (bivio a destra). Di lì al primo incrocio seguire la strada Provinciale verso case Frui, quindi sempre al primo incrocio, seguire la strada a sinistra e proseguire dritti lungo la strada asfaltata, superare l’abitato de La Betta, e proseguire sullo sterrato sino a giungere alla frazione di Leitisetto. Dopo l’abitato si dipartono i sentieri, non sempre ben visibili e tracciati che portano agli alpeggi della zona e alla località Gerbidi. E' consigliabile seguire la strada interpoderale sterrata che inizia, sulla sinistra di chi sta salendo, circa un centinaio di metri prima di arrivare alle case di Leitisetto. Seguendo questa strada, costellata da numerosi incroci che conducono alle varie malghe e alpeggi della zona, si arriva all'alpeggio della Cialma da dove si può ammirare uno stupendo panorama sulla pianura, monti e valli circostanti. Seguendo un evidente sentiero in salita in breve tempo si può arrivare sulla cima della Vaccarezza. Si ricorda che l’accesso alla strada interpoderale è vietato ai veicoli a motore. |
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Dalla cima della Vaccarezza, a parte il magnifico panorama sull'arco alpino e sulla pianura, è possibile seguire i sentieri che portano verso gli alpeggi sopra Chiaves (comune di Monastero di Lanzo) o Corio, oppure scendere a Coassolo passando per Cup - seguendo la dorsale dopo la Cialma - o per San Pietro. Alcuni di questi sentieri sono stati ripuliti e ritracciati di recente, altri sono difficilmente percorribili, quindi è sempre necessario essere dotati di cartine particolareggiate della zona ed eventualmente chiedere informazioni alla sede del Club Alpino di Lanzo. Un'altra camminata che permette di vedere il graduale passaggio dal centro abitato alla montagna è quella che porta a:: |
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PRATO ROSSO Dalla piazza Capoluogo seguire la strada Provinciale per Castiglione e quindi a sinistra per Vietti, si può arrivare a questa frazione ovviamente anche partendo da San Pietro. Arrivati a Vietti seguire la strada per Saccona. Proseguire oltre l’abitato di Saccona lungo la strada sterrata fino al bel punto panoramico delle baite di Prato Rosso. Da questo punto, lungo sentieri segnati, è possibile salire all'alpeggio di Pian Frigerole. Si ricorda che l’accesso alla strada interpoderale è vietato ai veicoli a motore. |
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| Roberto Maruzzo del C.A.I. di Lanzo ci segnala due itinerari escursionistici, da lui redatti, che passano sul nostro comune (zona Vaccarezza - Monastero) e presenti sui siti www.roby4061.itt e www.trekker.it. E' necessario essere dotati dell'attrezzatura idonea e di una cartina dettagliata della zona. Le fotografie sono di proprietà dell'autore | |
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MEDIA VIA DELLE VALLI TESSO E MALONE
Si tratta di un'escursione abbastanza lunga e con qualche tratto
faticoso, che si svolge in ambiente solitario, con lunghi tratti senza
sentiero. Tuttavia la traversata si presenta interessante: tutto il
tratto in cresta offre panorami stupendi sulla
Da tenere in considerazione la scarsità d'acqua vista la natura del terreno, bisogna quindi tenerne conto; comunque se la traversata viene affrontata col giusto spirito la si troverà indimenticabile, come il sorgere del sole dal Monte Soglio.
Avvicinamento: Da Lanzo salire a Coassolo e superare la chiesa e un caratteristico arco. Ad un bivio svoltare a dx e sucessivamente a sx, per Letisetto. Seguire la stradina a tratti abbastanza dissestata e in cattive condizioni prendendo ancora a sx ad un altro bivio. Con alcuni tornanti si esce dal bosco e si arriva al moderno alpeggio La Cialma dove si lascia l'auto.
Itinerario: All'alpeggio si trova acqua sicura: probabilmente fino al Soglio non se ne troverà altra essendo un percorso di cresta. Dal piazzale imboccare una stradina fino a che si incontra un sentiero che si sale adx e risale il crestone S-O della Vaccarezza. Superato un pilone si prosegue toccando le A.Vaccarezza inf. (1900mt) e sup. (2000mt) e si tocca la cresta che unisce Vaccarezza e Angiolino: volgendo a sx in pochi minuti si tocca la vetta della Vaccarezza (2203 mt; 1,50h; libro di vetta). Panorama ampio e ricco di piani. Da qui, percorrendo la cresta che si allontana a E si giunge in circa sulla Cima dell'Angiolino (2168mt; 20'). Un'esile traccia si prosegue verso N-N-E e tra cespugli e erba si abbassa al colle della Croce d'Intror (1950mt; 35'). Risalire direttamente la cresta (esili tracce) verso E mantenendosi preferibilmente sul filo o sul lato di Lanzo (l'opposto è piuttosto dirupato). Si sale così la cresta, a tratti affilata, e, dopo un tratto pianeggiante si raggiungono dei massi accatastati che costituiscono la vetta della Cima dell' Uia contrassegnata da una croce in legno (2142mt; 1,25h; libro di vetta sotto la croce stessa). Ottima vista sul Monte Rosa e sul Gran Paradiso. Da qui abbassarsi sempre seguendo la cresta e facendo le dovute attenzioni superando alcuni saliscendi puntando ad un grosso traliccio verde (1896mt IGM), importante riferimento; si prosegue seguendo la traccia e alcuni ometti e si giunge al colle dove si trova il sentiero che sale da Pian Audi. Toccando un casolare isolato e l'Alpe Ressolo si tocca la cima del Monte Soglio 1971mt (1,30h) caratterizzata dalla Madonnina : nei pressi vi sono anche un pilastrino dell'IGM (il Soglio è un punto trigonometrico di 1° ordine) e una tavola d'orientamento)..
Nei pressi della cima è consigliabile pernottare per poter godere dell'alba sulla pianura. Notevole anche la vista notturna sulla città di Torino. Dalla vetta ritornare al colle e seguire un sentierino (ometti e segni rossi) che percorre la cresta fino al traliccio verde: di qui abbassandosi verso S-O si incontra un sentierino non sempre agevole ma discretamente segnato (AVC) che percorre tutto il versante S della dorsale. Attraversando alcuni canali si giunge alla panoramica Alpe dell'Uia (2026mt; 1,30h). Il sentiero prosegue attraversando magri pascoli e alcune pietraie e giunge all'Alpe dell'Angiolino immersa nei cespugli (1806mt; 1,30h). Poco pltre si attraversa un ruscello e si toccano le baite ristrutturate dell'Alpe Balma Bianca (1790mt; 40'): nei pressi vi è il rifugio Peretti Griva (info 011/9282133). Ora il sentiero, fattosi più largo e più comodo giunge sul contrafforte S dell'Angiolino nei pressi dell'Alpe Frigerole superiore (1798mt; 10'); si prosegue tagliando tutto il pendio S fino all'Alpe Vaccarezza inf.:di qui si ritrova in breve il sentiero dell'andata e lo si percorre a ritroso fino all'auto (40').
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TRAVERSATA DI CRESTA DELLE CIME DEL LAGO DI MONASTERO
Avvicinamento: Da Lanzo salire a Chiaves e proseguire per la frazione Sistina. Seguire la strada asfaltata che nei pressi del bivio per S. Giacomo di Moia (baita sociale del CAI di Lanzo) diventa sterrata e con fondo non sempre agevole, e prosegue per i pascoli di Menulla, tocca il passo della Forchetta e dopo un traverso in ombra e un paio di tornanti giunge all'Alpe di Monastero: la strada prosegue fino all'Alpe di Coassolo sempre con un fondo mediocre.
Itinerario:Dall'Alpe di Monastero 1970mt si attacca l'ampio crestone della Punta Gias Vej seguendo alcune tracce. Giunti sotto le rocce che costituiscono la vetta traversare su una traccia lla base delle balze che conduce sulla cresta S. Da qui si supera il breve pendio erboso che conduce alla vetta della Punta Gias Vej 2179mt (30'). Buon panorama sulle valli di Lanzo e sulle alpi Cozie con il Monviso. Dall'ometto della cima seguire la cresta a tratti rocciosa che scende verso la Punta dell'Aggia, evitando alcuni salti (cautela). Si giunge così ad un colletto attraversato dalla carrozzabile che porta all'Alpe Costapiana (15'). Attraversato un piano acquitrinoso attaccare l'ampio pendio S di erba e roccette e si raggiunge faticosamente la cresta nei pressi dell'anticima E. Volgere a sx seguendo l'affilata cresta fino a toccare il punto culminante (2253mt, 30'). Una traccia si abbassa verso ovest e in breve si raggiunge il Colle di Perascritta 2154mt, così chiamato per via di un masso ricco di incisioni (15'). La traccia ora prosegue sulla cresta davanti a noi, e pur con qualche difficoltà a ritrovarla, faticosamente si raggiunge un primo rilievo quotato 2295mt. La vetta di Cima La Rossa è ormai vicina e la si raggiunge scendendo a una depressione pietrosa e risalendo la nostra cresta fino all'ometto del punto più alto, a 2319mt (45-50'). Bel panorama sul Gran Paradiso e sul Rosa. Sotto di noi vi è il colle della Gavietta, raggiungibile in breve per una traccia di sentiero (2080mt, 15'). Vista sul sottostante lago di Prafiorito e sul vallone di Cambrelle (Locana). In caso di nebbia conviene interrompere qui l'escursione. Dal colle si risale sempre seguendo alcune tracce sul pendio prevalentemente erboso e scavalcando un primo cocuzzolo si arriva alle rocce della vetta di Punta Marsè 2137mt caratterizzata da una croce metallica posta nel 1975 (1h). L'ultima cima di questa nostra cavalcata è ormai vicina. Abbassarsi seguendo un sentierino che attraversando alcune roccette (cautela se c'è neve) giunge su un colletto attraversato dall'AVC. Seguire i segni bianco-rossi fino ad incontrare il sentiero che sale da S.Domenico e con un ultima breve salita si giunge alla vetta della Bellevarda 2345mt, con una grossa croce a ricordo dell'Anno Santo 1950 (35', 4,10h dalla partenza). Panorama meritatamente famoso. Dalla cima, volgendo lo sguardo a E ecco apparire la cresta che abbiamo percorso in questa splendida cavalcata. Si ridiscende quindi fino al colletto e si segue il segnavia AVC fino a toccare l'Alpe Soglia 2061mt (30') dalla quale il sentiero con un mezzacosta in leggera salita riporta al colle della Gavietta (15'). In breve proseguendo verso E si raggiunge tosto una stradina che con blanda discesa tocca le ristrutturate baite dell'Alpe di Coassolo 2032mt, il gioiello del Lago di Monastero 1992mt e finalmente l'Alpe di Monastero 1970mt, il nostro punto di partenza (30', 1,15h dalla Bellavarda, 5,30h in totale). |
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progetto
di
G. Marietta